L'IVA la pagano solo gli ultimi della catena di acquisto, cosa succederebbe se l'IVA non ci fosse più o fosse ridotta?
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Crisi e aumenti

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Passerà questa crisi?

iva

Qualche tempo fa, su questo stesso blog, scrissi della vicenda di Singapore. Il piccolo stato asiatico si trovò in crisi e, per superarla, varò un piano di investimenti e cambiamenti strutturali che lo portarono ad uscire dalla crisi.

Anche l'Italia è in crisi. Talmente in crisi, che il governo democraticamente eletto fu messo da parte in favore di un governo di tecnici che, con le loro competenze, avrebbero portato l'Italia fuori dalla crisi.

A distanza di un anno ciò non è ancora avvenuto, tuttavia, abbiamo pagato e stiamo continuando a pagare tasse sempre più cospicue su lavoro, casa, auto. Insomma, le solite cose che vengono tassate al “ceto medio” che -ci viene detto- deve stringere la cinghia per “salvare la nazione”. Ma solo il ceto medio, visto che negli ultimi giorni, la consulta ha dichiarato “incostituzionale” la legge che prevedeva la riduzione dei super-stipendi oltre i 90.000 euro. È vero, siamo tutti in crisi ma pagano sempre gli stessi. In questa situazione, qualcuno è più in crisi di altri.

Poi viene il momento dell'IVA, la tassa dei poveri.

La chiamo così perché la pagano solo gli ultimi della catena di acquisto. Mi spiego meglio. Per le aziende, la maggior parte di esse, l'IVA è una semplice “partita di giro”. Vuol dire che, se sono un commerciante, la pago al mio fornitore ma mi sarà rimborsata dal cliente nel momento in cui, quel bene, sarà rivenduto. È il cliente “finale” (il ben noto “consumatore”) che si farà carico, in toto, dell'imposta visto che, in quanto “finale” non può “scaricarla” in alcun modo. Per le altre, pochissime aziende che non scaricano l'IVA, essa diviene un “costo” e, come tale, portato in deduzione dei propri ricavi (vale a dire “scaricata” dal proprio conto economico).

Facciamo due conti...

Visto che l'IVA grava esclusivamente sul “consumatore finale”, è un'imposta sui consumi. Aumentando l'IVA viene, contemporaneamente diminuita la capacità di acquisto delle famiglie, in quanto una maggior percentuale del loro reddito finisce in tasse...

Ma a quanto ammontano le tasse?

Bella domanda... I mezzi di comunicazione “tradizionali” blaterano in merito alla riduzione dei consumi dovuta alla crisi, all'evasione, all'aumento dell'IRPEF etc. Ma se immaginiamo un consumatore medio, ad esempio un titolare di stipendio con un'aliquota media di IPFEF del 33%, possiamo dire che su ogni 100 euro lordi avuti in busta paga ne deve restituire in tasse 33 sui 67 che gli restano disponibili per l'acquisto di beni, ne deve dare indietro 21 di IVA... Quindi, 33 più 21 fa 54! Ecco che, senza considerare accise ed altre gabelle su 100 sudati euro oltre la metà vanno in tasse! E, se la percentuale di IVA aumenta, nelle tasche del povero lavoratore ne rimarranno ancora di meno! Eppoi qualcuno blatera che “con la crisi” si riducono i consumi.

Uscire dalla crisi? Ridurre l'IVA! Ma cosa succederebbe se l'IVA non ci fosse più o fosse ridotta? Beh, si tornerebbe a consumare un pochino di più nonostante la crisi, visto che tutti i consumatori avrebbero uno “sconto” immediato del 21%! E probabilmente molti consumatori eviterebbero di dimenticare di chiedere la fattura, visto che per far pagare le tasse ad altri dovrebbero pagarne di più loro stessi!

A tutto vantaggio di una maggior equità sociale.

In conclusione, l'IVA è un'imposta iniqua ed andrebbe ridotta o abolita; ne trarrebbe vantaggio, in periodo di crisi l'intero paese, il comparto produttivo ed i consumi interni, che aumenterebbero proporzionalmente alla riduzione dell'imposta.

È una scelta coraggiosa... Una delle tante che si potrebbero fare. Ma credo sia troppo coraggiosa perché il nostro governo, impegnato a tutelare gli interessi di pochi a scapito di molti, possa prenderla in minima considerazione.Rassegnamoci: ormai l'Italia è un paese in via di estinzione...

Approfondimento: Il Fatto Quotidiano - Più evasione quando l'IVA aumenta
Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 17/10/2012 (19:32)
Ultimo aggiornamento: 19/10/2012 (15:21)


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