A chi appartengono i soldi che abbiamo in tasca? Una domanda semplice che non ha una semplice risposta. La globalizzazione ed il mondo moderno hanno cambiato il volto del denaro e creato i presupposti per rendere schiava la popolazione mondiale a tutto vantaggio di pochi ma spaventosamente ricchi...
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Sovranità monetaria

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Un incontro sulla sovranità monetaria

Domenica scorsa, 5 febbraio 2012, nella sede della nostra associazione, Proloco del Salento, abbiamo avuto modo di tenere un incontro in merito ad un argomento spesso completamente fuori dalla portata degli argomenti di tutti i giorni: la sovranità monetaria di una nazione.

Il duro, difficile e spesso criptico argomento è stato spiegato in maniera semplice da un relatore eccezionale: Cosimo Massaro autore anche di un romanzo, “La moneta di Satana”, che si appoggia ad una trama narrativa per rendere ancora più digeribile l'ostico argomento.

Non potendo, certamente, sintetizzare in poche righe il contenuto dell'intero seminario, posso solo indirizzare gli interessati al video della serata che abbiamo registrato e diffuso su YouTube ma è mio desiderio partire da un documento letto da Cosimo durante l'incontro, in modo da sottolineare, opportunamente, quanto questo argomento sia misconosciuto ai più ma i cui nefasti effetti stanno distruggendo la nostra economia.

Il manifesto dei banchieri

Trascrivo, qui di seguito, il testo del “Manifesto dei banchieri”, secondo il nome che il documento ebbe da Charles August Lindbergh Senior che lo rivelò al mondo in una sua interrogazione parlamentare, in quanto eletto alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 1906. Il documento originale faceva parte di una pubblicazione effettuata sulla rivista dei banchieri americani, la “US Bankers Magazine”, effettuata probabilmente il 25 agosto del 1924. Il testo recitava:

Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo. Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.

Sembra quasi uno dei discorsi di Paperon De Paperoni quando voleva -in qualsiasi modo- proteggere i suoi fantastiliardi stipati nel deposito! Ma tutto questo non viene fuori dalle pagine dei fumetti e c'è veramente poco da scherzare: dal 1924, anno in cui fu reso noto, ad oggi dobbiamo riconoscere che il diabolico piano si sta, pienamente, realizzando!

Sottolineo i passi più importanti:

  • Il capitale deve proteggersi (o essere protetto) in ogni modo. In soldoni: chi è ricco deve poter continuare ad esserlo.
  • Quando le persone comuni perderanno le loro case, diverranno più docili e potranno essere tenute a freno dal braccio forte del governo... Mi vengono in mente le repressioni contro i manifestanti di “Occupy Wall Street” di qualche giorno fa.
  • Questa “verità” è ben nota ai nostri uomini, impegnati a costruire un “imperialismo del capitale”. Il vocabolo “imperialismo”, nella storia, non ha mai portato a nulla di buono...
  • Dividendo gli elettori con i partiti possiamo far spendere loro energie facendoli lottare su questioni insignificanti. Come dire, tra i due litiganti il terzo... Si fa i propri affari!

E` esattamente quanto sta succedendo oggi, almeno in Italia e Grecia dove due commissari liquidatori, certamente non eletti dal popolo, hanno il compito di tutelare il capitale (dei banchieri) in ogni modo portando le economie nazionali al collasso.

Questo documento fu reso pubblico nel 1924 ma è dal 1892 che ci si muoveva in questi termini; un approfondimento è disponibile qui.

Denaro in prestito, sempre

Se alla base di tutto possiamo immaginare un complotto globale, possiamo finalmente dire come il complotto si realizza: obbligando gli stati a farsi carico di prestiti. Come? Permettendo ai banchieri di stampare moneta per conto degli stati e “prestandola” al valore nominale più le spese di emissione!

Riprendersi la “sovranità monetaria” significa, per uno stato, tornare a stampare moneta secondo le proprie esigenze o, almeno, senza doverne pagare il valore nominale allo stampatore ma seguendo regole di economia reale che possano, nel contempo, tenere lontane spinte inflattive.

Ricordate i disordini in Ungheria di cui è stata data notizia sui mezzi di informazione ufficiali a causa di riscrittura “impopolare” della costituzione? Nessuno però ci ha detto che uno degli articoli della nuova costituzione mira a ricostruire un potere sovrano: con la nuova carta costituzionale la Banca d'Ungheria dipenderebbe esclusivamente dal governo. Inoltre sarebbe introdotta una tassazione ad appena il 16% contro il 27% attuale, a tutto favore dello sviluppo. Insomma una riforma che non piace ai banchieri ed al fondo monetario internazionale.

Di chi sono i soldi che avete in tasca

Giuridicamente, si tiene distinto il possesso dalla proprietà ed il primo non è sinonimo del secondo. Ed è così -ad esempio- che io sono possessore di 100 euro ma non ne sono il proprietario. Il vero proprietario è il banchiere che li ha stampati e prestati allo Stato di cui sono cittadino. Questo banchiere è la BCE, a sua volta costituita da una società di cui fanno parte le banche nazionali dei singoli paesi e, nel caso dell'Italia, la Banca d'Italia.

A sua volta, la nostra banca centrale è una società privata costituita dai principali istituti bancari ed assicurativi del paese, prime tra tutte Banca Intesa ed Unicredit.

Quindi, dei banchieri privati stampano il denaro e lo prestano allo stato al suo valore nominale, più i costi di stampa, più gli interessi... Questo si che è un affare!


Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 07/02/2012 (17:40)
Ultimo aggiornamento: 07/02/2012 (18:18)


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