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SHALOM

Tags/parole chiave: shalomDon Andrea Cristianipietro rossetti

Il racconto di SHALOM, "In cammino verso i poveri tra i poveri"

Voglio raccontarvi una storia di cultura ed umanità... ...che viene da lontano, nel tempo e nello spazio.

La storia del movimento SHALOM e della sua opera comincia in Toscana nel 1974, primo nucleo: una decina di giovani organizzati dal fondatore Don Andrea Cristiani.

Pochi ragazzi, un prete e tanti ideali capaci di costruire continuamente un'associazione "che non e' soltanto un'agenzia Umanitaria", come dice Don Andrea, ma anche un vivace "movimento culturale".

Gli ideali di SHALOM animano l'impegno di migliaia di iscritti decisi ad investire energia e cuore "nella pace, nella tolleranza, nella solidarietà ai più poveri fra i poveri, in una parola, la mondialità".

Shalom raggruppa persone di diverso orientamento politico e religioso: giovani e adulti, uomini e donne di tutte le età all'insegna della cooperazione e della tolleranza nella luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Nel 1997 il Movimento è arrivato in Puglia con le Adozioni a Distanza promosse dalla signora Lucia Parente De Cataldis (responsabile del Movimento per l'Italia Meridionale)

Cosa fa Shalom?

costruisce la cultura della nonviolenza e del rispetto reciproco

grazie agli operai dei "cantieri per la pace", gruppi di studio per giovani ed adulti che si riconoscono negli ideali di tolleranza, rispetto verso altre culture e religioni. Per fare tutte queste cose occorre in primis essere costruttori di pace. E mi viene in mente una frase di Thomas Mann (Premio Nobel nel 1929) che recita così: "La pace è il regno della cultura, dell'arte, del pensiero, mentre nella guerra trionfa la volgarità" T. Mann
Shalom vuole pensare al bene e ai bisogni dei popoli, fa cultura, raccoglie la solidarietà di tanti volontari ed ha scelto di percorrere il mondo intero nella strada della pace, attraversando le guerre e mirando ai vasti panorami di povertà

programma e progetta

in Burkina Faso, Uganda, Sudan, Egitto, Eritrea, India, Bangladesh, Brasile, Iraq, Bosnia, Jugoslavia, Romania e Ucraina.
Shalom sviluppa i suoi progetti strutturali in favore dei poveri, senza distinzione di razza ed etnia e nei paesi del Terzo Mondo lo fa grazie all'aiuto dei padri missionari.
I progetti "sono volti a garantire un sufficiente livello di alimentazione (costruzione di pozzi, forni sociali, invio di generi alimentari ecc...), alfabetizzazione (costruzione di scuole, centri di aggregazione), sanità (costruzione di padiglioni ospedalieri, ambulatori)". Con i microprogetti di sviluppo si vuole contribuire all'autosostentamento delle famiglie povere di Uganda, India, Burkina Faso, Bangladesh di semplici. Con questo spirito sono nati i microprogetti: Mucca per la vita (Uganda); Progetto Madre Terra (Bangladesh); Progetto INDIA (orfanotrofio di Calicut); Fabbrica di mattoni (Uganda); Asino da trasporto (Burkina Faso).
Troviamo ancora mirabili iniziative in favore di un mondo che "muore letteralmente di fame e di sete": il microcredito Shalom , una banca per i più poveri con una missione di solidarietà: finanziare le attività delle famiglie e dei giovani Burkinabè grazie alla concessione di microprestiti; costruzione di pozzi per la vita nei villaggi del terzo mondo, dove la siccità ostacola lo sviluppo e la vita stessa ed un semplice pozzo può far rinascere l'agricoltura, sventare un'emergenza sanitaria e dissetare.

adotta a distanza

in Burkina faso, Eritrea, Etiopia, Kenya, India, Uganda, Ucraina sovvenendo alle necessità della popolazione e soprattutto dei bambini, i più deboli e a rischio per la vita. Un gruppo di suore indigene segnala al Movimento Shalom i bambini denutriti, perché li affidi a persone capaci di aiutarli. Attualmente i bambini adottati a distanza sono più di 7000, grazie soprattutto alla generosità di tanti e all'impegno dei referenti Shalom.
"Aiutando un bambino, aiuti anche la sua famiglia": offrendo al bambino o alla bambina la possibilità di accedere all'istruzione scolastica, all'alimentazione e al supporto sanitario, si permette all'intera famiglia di uscire da uno stato di emarginazione sociale. In questo modo si promuove lo sviluppo culturale ed economico di tutta la comunità di appartenenza che vede ridotti drasticamente i costi della sanità e dell'istruzione.
Per informazioni...

adozioni internazionali

l'Associazione Movimento Shalom Onlus è ente autorizzato, dalla Commissione Adozioni Internazionali Presidenza del Consiglio dei Ministri, a svolgere procedure di adozione di minori stranieri ed è pertanto iscritta all'Albo degli Enti Autorizzati. Come spiega Don Andrea: "L'obiettivo è diventare non solo un'agenzia per curare gli adempimenti legali ed organizzativi che la procedura comporta, ma anche e soprattutto essere vicini ai futuri genitori, alle loro difficoltà, ai loro dubbi, attraverso il sostegno psicologico e la testimonianza di chi ha già vissuto questa esperienza".

IL movimento SHALOM si è arricchito di una nuova sezione molto operosa a Mottola presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù, seguita dal suo parroco Don Michele Bianco e molti attivi collaboratori che hanno realizzato numerose adozioni e due pozzi in Burkina Faso

Il PANE di SHALOM

Shalom è un'organizzazione non lucrativa (Onlus) che vive del pane della solidarietà di tutta la società civile, delle istituzioni e dei volontari: finanziamenti dagli enti locali, donazioni di soggetti privati (aziende, singoli cittadini, club), la raccolta fondi attraverso le attività dei volontari (cene della solidarietà, mercatini per la vendita di oggetti artigianali, tombole e spettacoli musicali), il 5X1000 della dichiarazione dei redditi.

Con il pane di Shalom si alimentano i progetti di sviluppo socioeconomico nei paesi del terzo mondo, si da vita ad iniziative e campagne di sensibilizzazione dei soggetti pubblici e privati alle problematiche di quei popoli "che muoiono letteralmente di fame e di sete".

Festa d'Autunno Shalom - 24 Ottobre 2007-10-27 "Una Cartolina per l'Africa"

Ho incontrato Shalom alla sua Festa d'Autunno, tenutasi la sera del 24 Ottobre 2007 nel settecentesco Palazzo Galeota, sede dell'assessorato alla Cultura e al Turismo, sito in Città Vecchia. L'assessore Angela Mignogna è stata felice di ospitare Shalom nelle stanze dello storico palazzo e ha espresso l'intenzione di tenere aperte le porte ad ogni evento di culturale e umanitario.

"Localizzare" l'evento in Città Vecchia ha avuto il senso del ritorno negli antichi palazzi storici tarantini, per secoli ritrovo delle intelligenze artistiche e culturali locali, e lo scopo di rincontrare quella parte della città che non si frequenta volentieri, se non in certi giorni di festività: la città vecchia.

La serata ha avuto un grande ospite: il movimento Shalom, rappresentato dal fondatore Mons. Andrea Cristiani e dalla signora Lucia Parente, Vicepresidente Nazionale del Movimento nonché Referente della Sezione Shalom locale.

L'intervento iniziale della signora Parente ha introdotto i due momenti principali della serata: La presentazione dell'iniziativa "Una cartolina per l'Africa" e l'esposizione del progetto di costruzione di un mulino in Burkina Faso, nella regione di Mouhoun.

A coronare la serata un momento di intrattenimento dalla nota culturale: il concerto del duo di violino e pianoforte dei Maestri Francesco Greco e Pierluigi Orsini. La scaletta ha spaziato dalle colonne sonore del cinema italiano e straniero al genere classico, dalla musica gitana al tango argentino di Astor Piazzolla, mirabilmente interpretato dai due musicisti.

Interessanti gli arrangiamenti e le variazioni sul tema curate dai maestri Greco e Orsini che a suon di battute hanno interpretato i brani:

  • Sinfonia per un Addio
  • Il segreto del Sahara
  • C'era una volta il west
  • La danza (Rossini)
  • Schindler's list
  • Il Postino
  • La Ciarda
  • Due Chitarre
  • Oblivion
  • Libertango

Padrone della scena il quadro che l'artista avv. Alessandro Cacace ha realizzato per Shalom.

Intitolato "Madri", il quadro è il ritratto di tutte le mamme africane insieme alla nostra Madonna Addolorata. L'autore ha spiegato come Maria Addolorata sia legatissima alle giovani mamme africane. Maria conosce già la sofferenza e la passione del Figlio e le mamme africane vivono la stessa dolorosa passione ma non possono anche solo lontanamente prevedere il destino dei loro bambini, perché veramente incerto. L'Africa Subsahariana è tuttora la regione più pericolosa in cui nascere: Fino a mezzo milione di bambini africani sopravvive meno di un giorno mentre 1,16 milioni non sopravvivono più di 28 giorni.

shalom cartolina per l'africaDal quadro "MADRI" sono ritratte le Cartoline per l'Africa (realizzate con il contributo di Banca Popolare di Puglia e Basilicata), presentate durante la Festa d'Autunno. Le cartoline Saranno protagoniste di una raccolta fondi per dare una speranza di vita alle mamme africane e ai loro bimbi: finanziare i numerosi progetti di Shalom nei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo significa nutrire questa speranza.

Riporto il commento della Prof.ssa José Minervini (critico letterario) al quadro dell'artista tarantino A. Cacace, stampata sul retro della Cartolina per L'Africa:

"...A comprendere quelle donne nel loro dolore e ad accoglierle nel suo manto, è la Madonna Addolorata, addolorata anche per loro, le madri povere dell'Africa... Un richiamo alla concretezza della solidarietà da finalizzare a un popolo fra i più tribolati e sacrificati dell'umanità contemporanea".

cartolina per l'africa con una dedica tutta per me dall'artista a.cacace

Il secondo momento di solidarietà della serata ha riguardato la presentazione alla platea del progetto di costruzione di un mulino per l'orfanotrofio di Santa Cecilia di Dedougou, in Burkina Faso, finanziato dall'Associazione Panificatori di Taranto e Provincia.

In una toccante lettera del 5 dicembre 2006 indirizzata a Shalom, Sr. Bernadette Ouedraogo, responsabile dell'Orfanotrofio Santa Cecilia, aveva spiegato la condizione di disagio e difficoltà di vita nella loro struttura ospitante 85 bambini (quando poteva accoglierne al massimo 40!). Attualmente per macinare il miglio o il mais per la preparazione del cibo, le suore si muovono in un'altra città percorrendo molti chilometri a piedi. Se le quantità di cereali sono eccezionalmente abbondanti, i sacchi vengon posti sul capo e così, trasportati per chilometri.

Nella lettera la Sorella chiedeva la costruzione di un mulino di cui avrebbe usufruito l'orfanotrofio assieme alle famiglie povere del villaggio, che sono tante!

Infatti le religiose si occupano di ben 213 bambini , 85 alloggiati al Sanata Cecilia e 128 affidati nelle famiglie di accoglienza, provvedendo alla loro scolarizzazione, all'abbigliamento, all'alimentazione e alle cure sanitarie.

A gennaio p.v. due panificatori Tarantini, in rappresentanza dell'Associazione Panificatori di Taranto e provincia, si recheranno a Dedougou (Burkina Faso) per posare insieme a Shalom, la prima pietra del mulino e mostrare alla gente del villaggio le tecniche di panificazione di esperienza e tradizione Jonica. Questo viaggio umanitario prenderà un po' lo spirito di un vero e proprio scambio culturale tra due nazioni così lontane: l'Italia e il Burkina Faso.

I due panificatori avranno come compagni di viaggio i volontari Shalom insieme alla Responsabile della sez. di Taranto, Lucia Parente.

Ho ascoltato attentamente tutti gli interventi degli ospiti/protagonisti della serata. Dopo aver dialogato con Don Andrea Cristiani sulla bellezza di incontrarsi e condividere questi nobili progetti di umanità e solidarietà, comprendo che solo i chilometri ci separano dalle Sorelle dell'orfanotrofio Santa Cecilia e i loro bambini...

...ma il cuore di Shalom e dei nostri panificatori è con loro.

Pietro Rossetti

Data pubblicazione: 29/10/2007 (09:31)
Ultimo aggiornamento: 15/03/2008 (16:38)


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