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Una favola moderna

Tags/parole chiave: principiorchi malvagifateincantesimi

Però, quando c'era il tuo regno...

fata

C'era una volta... Un re! Diranno i miei piccoli lettori... ehm, navigatori.

No, questa volta non c'era un re, ma un principe. Era, però, un principe povero, senza un regno; ma era, pur sempre, un principe. Uno di quelli che sanno prender decisioni, sanno fare le proprie scelte. Un principe, insomma, che sapeva essere autonomo, senza dover, per qualsiasi cosa, dar conto ad altri.

Ma c'era anche un orco malvagio, che viveva in un antico castello su una rupe a strapiombo sul mare. Un orco che, grazie alle sue arti magiche, riusciva sempre a non apparire mai come realmente era. Nascondeva talmente bene la sua cattiveria che nessuno riusciva a rendersi conto che aveva a che fare, in fin dei conti, con un orco malvagio.

L'orco malvagio aveva un regno con tanti sudditi a lui devoti; grazie alle sue arti magiche, ciascuno dei suoi sudditi era convinto che aveva a che fare con un nobile re, al quale tutto era dovuto, sia per non deludere la sua fiducia sia, soprattutto, per non sfidare la sua implacabile ira. Beh, non dimentichiamo che era -pur sempre- un orco malvagio!

Neanche il giovane principe si rendeva conto di questo, ed anche lui considerava l'orco quasi come suo re; ma qualcosa mancava, al giovane principe. Cominciava a sentire il bisogno di crearsi un regno tutto suo, con i propri sudditi ma, più che sudditi, amici.

E fu così che -anche lui come gli altri, tradito dalle arti magiche dell'orco- parlò del suo desiderio proprio all'orco malvagio, andandolo a trovare, un giorno, nel suo castello. L'orco capì che non poteva fermare le intenzioni del principe e fece finta di assecondarlo, dando il suo consenso affinché il giovane principe potesse formare un regno tutto suo, con i suoi sudditi, gli amici e tutto il resto.

Ma da solo non ce la poteva fare. Non aveva -certamente- i poteri magici dell'orco malvagio e pensò che aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse.

Un giorno era su un'antica spiaggia senza tempo, dove ormai il mare non arrivava più; un posto magico dove la sabbia era azzurra e le conchiglie erano enormi. Fu lì che incontrò una fata... Una di quelle fate vere, davvero capaci di fare magie. Fu un incontro avvenuto per caso, ma il principe capì subito che con le proprie capacità, alcuni amici e l'aiuto della fata, avrebbe potuto creare un regno tutto suo.

Spiegò alla fata il suo progetto e l'idea di creare un regno con i suoi amici, dove -però- ognuno poteva avere il suo spazio, un regno nel regno, insomma. Era un progetto complicato anche per la fata che, non sapendo ancora bene come fare ma vedendo la determinazione di chi gli chiedeva una mano, decise comunque di aiutarlo.

La fata si mise al lavoro e, facendosi aiutare da un elfo, creò il regno che il principe gli aveva chiesto, usando poche cose: due specchi, 210 tappi di plastica, due topolini e qualche tocco, qua e là, di bacchetta magica.

Tra un turbinio di luci e qualche scoppiettio, finalmente, dal nulla, si materializzò il regno del giovane principe. Un regno libero, dove ognuno aveva il suo spazio. Come il giovane principe aveva voluto, i sudditi erano i suoi amici ed ognuno era libero. Di tanto in tanto si incontravano, ora nel regno dell'uno, ora in quello dell'altro. Erano -sempre- feste mai viste, dove ognuno era felice del proprio ruolo. Si, era davvero nato un regno felice, proprio come il principe lo aveva sempre desiderato!

Ma la notizia non tardò ad arrivare al castello dell'orco malvagio, là su quella rupe a picco sul mare. Egli non credeva alle sue orecchie! Eppure era vero: il giovane principe, con l'aiuto di una fata aveva sottratto i sudditi alle sue arti magiche; senza che nessuno se ne accorgesse, era riuscito ad appannare la sua potenza ed il suo splendore. Addirittura, c'era ora chi cominciava a dubitare della sua forza ed osava... sfidarlo!

In poco tempo preparò un potentissimo incantesimo verso tutti i sudditi - amici del principe; in preda all'incantesimo, i sudditi si rivoltarono contro il giovane principe e corsero al castello dell'orco per implorare il suo perdono. L'orco acconsentì al perdono ma pretese che tutti scacciassero il principe ed accettassero come signore supremo sul nuovo regno il suo fedele scudiero. Senza batter ciglio, accettarono ed il principe fu cacciato.

Qualcuno si chiederà che fine avesse fatto -nel frattempo- la fata che aveva aiutato il giovane principe a crearsi un regno tutto suo. Chiaramente, l'orco cercò di ammaliarla con le sue arti magiche, ma invano. Ci fu uno scontro e, dopo scintille e turbinii, tutto sembrò acquietarsi. Ma l'orco, ancora oggi dopo tanti, tanti anni, non sa darsi pace ed un piccolo tic lo coglie all'occhio destro quando sente profferire il nome della fata.

E', questa, una favola moderna: non la si può concludere con la frase tanto attesa del tutti vissero felici e contenti. Nelle favole moderne tutti continuano la vita di sempre, magari un po' acciaccati dalle scintille e dai turbinii. Ma la vita -per ognuno- continua.

Il giovane principe, qualche giorno fa, ha incontrato un suo vecchio suddito - amico che, forse a causa di un affievolimento della magia dell'orco malvagio, si è lasciato sfuggire: però, quando c'era il tuo regno, era tutta un'altra cosa...


Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 24/10/2009 (17:01)
Ultimo aggiornamento: 05/12/2012 (08:37)


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