A breve i francobolli, nati nel 1837 in Inghilterra in seguito alla riforma postale voluta da Rowlan Hill e che prevedeva la tassazione anticipata e non al ricevimento del plico, verranno sostituiti da un anonimo e freddo codice che, chi vuole spedire una lettera riceverà tramite SMS dopo averne inviato uno a sua volta ad un numero speciale con la parolina d'ordine.
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Francobolli ed SMS

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I francobolli andranno in pensione?

telefonino e francobolli

Qualche giorno fa ho letto la notizia che in alcune nazioni del nord Europa, precisamente Danimarca e Svezia, la corrispondenza ordinaria, tra qualche mese, viaggerà senza l'ausilio del mitico francobollo che, per anni e per la gioia dei collezionisti, ha fatto bella mostra di sé sulle buste e a tergo delle cartoline.

Ebbe si, i quadratini di carta, colorati e dentellati, nati nel 1837 in Inghilterra in seguito alla riforma postale voluta da Rowlan Hill e che prevedeva la tassazione anticipata e non al ricevimento del plico (chissà quanti si sono arrogati -a quei tempi- il diritto di dire “ora non ho spiccioli”), verranno sostituiti da un anonimo e freddo codice che, chi vuole spedire una lettera riceverà tramite SMS dopo averne inviato uno a sua volta ad un numero speciale con la parolina d'ordine.

Un pò quello che avviene per le ricariche telefoniche; in questo stesso modo si riceverà il codice che autorizzerà il mittente a spedire la lettera. Ovviamente, tutto questo prevede che il mittente abbia una grafia impeccabile, visto che il controllo è delegato ad un sistema completamente automatico, in grado di verificare l'esistenza del codice e, soprattutto la sua veridicità.

Un SMS per un TMS

Ovvero un Text Message Stamp, come qualcuno ha battezzato questo nuovo ed avvenieristico sistema. Ma, i collezionisti?

Beh, noi collezionisti, dal prossimo aprile, potremmo dire addio ai francobolli della Danimarca e, a fine anno, anche a quelli della Svezia. A meno che non vogliamo accontentarci di un misero pezzo di carta con su scritto, da mano anonima, un insulso codice... In compenso, si potrebbe fare collezione di telefonini: che ne pensate?

Un po di storia

In Italia il francobollo fece la sua prima comparsa nel 1 giugno del 1850 e ad emettere il piccolo quadratino fu il Regno Lombardo Veneto. In pochissimo tempo l'idea della tassa prepagata fu accolta dagli altri stati, Il Regno di Sardegna nel gennaio del 1851 con l'effige di Vittorio Emanuele II, qualche mese più tardi il Gran Ducato di Toscana con l'effige dello stemma del granducato, nel gennaio del 1852 lo Stato pontificio e solo nel 1858, fanalino di coda nell'apporre tasse e balzelli, il Regno delle due Sicilie.

Uno dei francobolli più rari appartiene proprio allo Stato delle due Sicilie il suo francobollo ha avuto una circolazione nel regno di pochi mesi in quanto sostituito dai Savoia che ne sostituirono sia il valore che il colore che da rosa divenne azzurro.

Con l'unità d'italia tutti dovettero adottare i francobolli del regno di Sardegna per cui il primo francobollo italiano è proprio quello 1851, mentre la prima serie di francobolli italiani risale al 1 gennaio del 1863


Documento scritto e/o curato da Beatrice
Data pubblicazione: 14/03/2011 (15:36)
Ultimo aggiornamento: 14/03/2011 (18:21)


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