Passato, presente e futuro, brevi considerazioni sull'evoluzione della quotidianità: come eravano, come siamo diventati e come saranno (forse)
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Passato, presente e futuro

Una famosa canzone di Raf degli anni novanta diceva “Cosa resterà di questi Anni Ottanta, afferrati già scivolati via...” oggi a distanza di un'altra decade ci chiediamo ma che resterà del nuovo millennio, come saremo ricordati ma, soprattutto, per cosa saremo ricordati, noi esseri umani del 2000, dai nostri posteri, se mai ci saranno?

la farfalla salvata dalle onde

Tornando un po` indietro nei miei ricordi, posso dire con certezza che oggi non c'è più la semplicità e lo scorrere tranquillo della quotidianità di una volta neanche tanto lontana.

Da piccola, nei primi giorni di giugno, quando la scuola era finita e mancava poco per trasferirsi al mare, era soliti concedersi le classiche passeggiate nelle campagne,  non troppo lontane da casa; si poteva godere degli ulivi in piena fioritura, delle sterlizze in fiore, delle serre in cui veniva coltivata ogni varietà di garofano dai mille colori, creati con cura dai contadini mediante una selezione naturale ed una impollinazione ad arte; di tanto in tanto scorgevi pecore al pascolo o farfalle di ogni specie che coloravano con le loro ali il cielo. I bombi, che io chiamavo “vespe con la pelliccia”, si accalcavano sugli esili pistilli dei bianchi gigli per succhiare il nettare e gli insetti della menta del tipico colore “verde metallizzato” si accalcavano in gran numero sugli steli di quella piantina profumosa. E che dire, poi, della musicalità dei grilli la sera ed il cinguettio degli uccelli e, verso l'imbrunire, uno degli spettacoli più suggestivi: il misterioso luccichio delle lucciole. Tutto questo è quello che è rimasto a me dei primi giorni di giugno degli anni 70!

Oggi percorrendo le stesse strade mi trovo di fronte all'immagine di campagne soffocate dai vetri dei pannelli fotovoltaici; zone industriali con capannoni deserti, abbandonati a causa della crisi di questi anni. Nel poco verde che c'è -quando non è sommerso dai rifiuti- non ci sono più farfalle, niente più bombi e niente più lucciole, estinti probabilmente per l'uso indiscriminato di diserbanti e pesticidi. Non ci sono neanche più i fiori, visto che la genetica "brevettata" delle multinazionali vieta la riproduzione naturale della pianta. Per non parlare -poi- delle discariche tecnologiche, sparse un po` ovunque, grazie anche alla complessa macchina burocratica e fiscale a cui ogni contribuente è obbligato a sottostare per compiacere gli interessi di taluni sugli altri (avete mai sentito parlare del SISTRI?).

Mi chiedo, se questa è l'evoluzione che il Salento, il fazzoletto di terra in cui vivo, ha subito in 40 anni, cosa troverà tra 100 chi avrà la (s)fortuna di vivere qui... Ma è facile immaginarlo: proviamoci insieme.

Vecchi pannelli fotovoltaici, semi sepolti in una terra ormai sterile ed improduttiva, resa così non solo dal silicio che dei pannelli ma anche da innumerevoli anni di irrorazione con pesticidi per evitare che l'ombra delle piante potesse limitare la produzione di energia elettrica.

Niente fauna (insetti: api, bombi, farfalle o vertebrati: volpi, tassi, ricci...) ormai estinta per l'uso indiscriminato dei pesticidi da parte di agricoltori avidi ed incompetenti. Strani casi di malattie, virus creati in laboratorio per il solo gusto di dare continuità ai profitti di aziende farmaceutiche (a proposito, lo sapevate che il vaccino per l'E-coli in Germania era pronto prima della diffusione del contagio?). Fusti di materiale pericoloso sepolto qua e là e -forse- anche scorie radioattive nascoste in massa nelle antiche cave di pietra leccese disponibili in tutto il territorio salentino. Inoltre carcasse metalliche, cemento, amianto, inquinamento delle falde e dell'aria cui si aggiungono vita frenetica, stress e tante mascherine accompagnate da antibiotici da assumere giornalmente!

Questo è ciò che i fortunati che verranno dopo di noi potranno ereditare. Un mondo infernale dove le industrie e questo balordo capitalismo pusillanime si saranno impossessati della vita delle persone, trasformate in limoni da spremere, in animali da sacrificare sull'altare del profitto di pochi!

Nucleare, acqua privata (bevi solo se paghi: altro che dar da bere agli assetati!) e rifiuti. Come se ciò non bastasse, a causa della crisi e della pessima gestione delle risorse, una povertà diffusa, lavoro assente (le industrie si spostano a sfruttare altrove: qui hanno già finito!) ed una pensione -probabilmente- inesistente per la maggior parte della gente. Ed a questi nuovi poveri fanno da contraltare pochi idioti diventati ricchi, anzi ricchissimi, sfruttando all'inverosimile ciò che non era neanche di loro proprietà!

Prepariamoci -quindi- al nuovo Medio Evo, mille anni dopo il primo e -probabilmente- peggio del primo: sono i corsi ed i ricorsi della storia!


Documento scritto e/o curato da Beatrice
Data pubblicazione: 07/06/2011 (14:53)
Ultimo aggiornamento: 07/06/2011 (15:06)


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