Tra poco più di trenta giorni si va di nuovo a votare. Il dilemma è quanto i partiti tradizionali meritino il nostro voto, visto che sono tutti ugualmente responsabili del tracollo della nostra Nazione. O, piuttosto, quanto comincia a diventare indispensabile dare il voto in maniera alternativa.
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Elezioni 2013

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Tra un mese, al voto!

elezioni 2013

Che bello! Finalmente, anche se con un po` di anticipo, il Popolo italiano sarà chiamato ad eleggere i suoi nuovi rappresentanti. Ed a pagarli profumatamente affinché essi possano fare il loro lavoro per assicurare a questa nazione la sopravvivenza.

Finalmente ha avuto termine un governo di tecnici non scelti dal Popolo ma “saliti” in politica per “chiamata diretta”; un manipolo di persone che, stando a ciò che ci viene detto dai media, avrebbe salvato l'Italia da gravi problemi. Abbiamo pagato tante tasse, in quest'anno, ma, ciononostante, il debito e la disoccupazione sono aumentati e tante, oserei dire, troppe, aziende hanno chiuso o stanno per farlo.

Ed ora, tra poco più di un mese, si torna al voto. Alcuni partiti hanno fatto le primarie, per permettere al Popolo di scegliere qualche rappresentante; si “qualche”, perché -comunque- si sono riservati i “posti” per quei politici di cui l'Italia, proprio, non può fare a meno...

Ed ora comincia la sfilata dei grandi nomi in televisione. Tutti a parlare di grandi coalizioni di governo e di accordi tra le parti politiche in causa, o a parlar male di questo o quell'avversario.

Ce ne fosse uno che, in una qualsiasi trasmissione televisiva, talk show o telegiornale, io abbia sentito parlare dei problemi della nostra nazione e delle possibili soluzioni ad essi! Si parla di “grandi intese”, di accordi con questo, quello o quell'altro, o di anonime quanto indefinite “politiche per lo sviluppo”. Ma niente, niente che possa definirsi concreto!

Ma basta!

L'Italia langue e sta per estinguersi e questi grandi politici parlano di accordi, di intese e di politiche indefinite?

No li voto! Non voterò nessuno di costoro che ci hanno sovraccaricato di tasse per un anno senza che, dopo i sacrifici, si intraveda almeno uno spiraglio di miglioramento!

Per fortuna non ho la televisione e la mia informazione proviene dalla rete.

Ed in rete ho scoperto che le soluzioni ci sono; ho scoperto che un comico fa della vera politica, contrariamente a tanti politici che fanno comici ma non ci fanno assolutamente ridere. Ho scoperto che questo comico ha un programma vero e che mi piace, perché è quello che avrei proposto io e che nasce dalle domande che la società civile si pone ma che non trovano risposta nella politica tradizionale, impegnata fare “grandi accordi”, “grandi coalizioni” e “large intese”.

Ho letto il programma tutto d'un fiato; l'ho trovato qui e come si può non condividerlo? Vediamone qualche punto.

1) abolizione delle Province;

E come dagli torto? Sono inutili e costano: perché noi italiani dovremmo fare sacrifici per mantenerle? Per non parlare degli enti pubblici provinciali, spesso ricettacolo di politici trombati diventati “dirigenti” strapagati...

2) abolizione dei rimborsi elettorali;

Ma quanto ci costano i partiti? Eppoi, la politica, non doveva essere fatta per passione? Se uno vuole guadagnare, si trovi un lavoro... E che dire delle “liste della spesa” di quei politici indagati per spese personali coperte con i rimborsi elettorali?

5) eliminazione delle pensioni privilegiate...

per i parlamentari; ci sono tanti Italiani che campano con poche centinaia si euro al mese ed altri che -forse- non prenderanno mai la pensione: perché ai politici bastano pochi anni per godere di un invidiabile vitalizio? Non si tratta di populismo ma di semplice giustizia sociale.

12) eliminazione dei contributi pubblici...

alle testate giornalistiche; se uno vuol vendere un giornale che lo faccia di qualità e scriva notizie “vere”. In Italia ci sono sin troppi giornali che non valgono la carta su cui sono scritti: mi dispiace solo per gli alberi distrutti per produrla!

16) abolizione dell’Ordine dei giornalisti;

Esiste solo in Italia per un legge scritta da Mussolini e firmata dal re... Però, in quel tempo, c'era la dittatura... Ora serve solo per avere il “controllo della situazione”.

20) copertura completa dell’ADSL a livello nazionale;

38) copertura dell’intero Paese con la banda larga;

Ho un'ADSL casalinga lenta come una connessione con il modem 56K! E non so più con chi lamentarmi! Abbiamo una rete pubblica da paese in via di sviluppo ed i soldi per colmare il Digital Divide il governo se li è giocati tanto tempo fa!

Questi sono solo pochi punti su oltre 50! E basterebbe realizzarne pochi su quelli proposti, in effetti, per fare dell'Italia un grande paese.

In conclusione, per tanti anni la politica tradizionale ci ha solo deluso: non abbiamo nulla da perdere a votare qualcun altro. E non si tratta di qualunquismo: è razionalità.


Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 12/01/2013 (13:20)
Ultimo aggiornamento: 12/01/2013 (14:14)


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