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Roca Vecchia in pericolo

Tags/parole chiave: rocaroca vecchiamelendugnoarea archeologica

Roca: Un'antica e tormentata città

roca vecchia

La cittadina di Roca Vecchia, oggi piacevole località turistica sulla costa Adriatica nel territorio del comune di Melendugno è, certamente, uno dei centri più antichi della nostra penisola.

Posta a poche decine di chilometri dall'altra sponda dell'Adriatico, Roca è stata, centinaia di anni prima della nascita di Cristo, una delle principali mete degli antichi popoli mediterranei. Qui si insediarono i primi salentini nell'età del bronzo (circa 3400 anni fa); ad essi si sovrapposero i Messapi cui seguirono, dopo varie vicissitudini i Romani, i Bizantini, i Normanni, gli Angioini; proprio al seguito di questi ultimi venne Gualtiero VI di Brienne che, riconoscendo nel luogo grandi potenzialità difensive, la chiamò Roche, la Rocca, che, nella lingua del Salento divenne Roca. Il nuovo nome oscurò completamente quello antico e, da quei lontani primi anni del 1300, è giunto sino a noi.

roca vecchia: tombe messapiche

Purtroppo, a noi non è giunto questo antico centro; dopo gli Angioini l'Italia meridionale passò di mano in mano e, spesso, non erano mani affidabili. I nuovi governanti Aragonesi non furono in grado di difendere questa estrema regione del loro regno. I Turchi ne approfittarono: nel 1481 conquistarono Otranto e cominciarono ad imperversare, saccheggiando e distruggendo, in tutta la Puglia Meridionale.

roca vecchia

Di questa tragedia ne fecero le spese molti casali e molti salentini furono trucidati o condotti come schiavi al di là dell'Adriatico. Roca seguì la stessa sorte di tanti altre cittadine. Tuttavia, la presenza del castello la protesse anche se, ben presto, il castello divenne luogo di rifugio di pirati e malviventi.

Fu proprio per mettere in sicurezza questi luoghi che, Carlo V, verso il 1530, ne ordinò la completa distruzione ed il trasferimento, di forza, degli abitanti che restavano, nei luoghi che erano stati scelti per la nascita della nuova cittadina: Roca Nuova.

Dell'antica città messapica non restava, ora, più nulla. Oltre 20 secoli di storia restarono sepolti sotto le macerie del castello che l'imperatore Asburgico aveva ordinato di abbattere.

Una città tutta da scoprire

grotta della poesia

Ma la sfortunata città tornò a risorgere quando qualcuno si accorse che era un luogo bellissimo per trascorrerci le vacanze ed il suo sottosuolo restituiva un gran numero di importanti reperti. Un incredibile fonte che, in qualsiasi altra Nazione sarebbe stata degna di grande considerazione e probabilmente fonte di onesto lavoro per tanti cittadini permettendo, probabilmente, la nascita di mostre permanenti e musei.

roca vecchia

Ma non da noi: è degli ultimi giorni di gennaio la notizia, riportata da alcune televisioni locali, che annuncia la costruzione, proprio sull'area archeologica di Roca Vecchia, di un enorme villaggio turistico che, probabilmente, cancellerebbe ciò che resta di un importante e poco conosciuto periodo della storia della nostra Terra!

Se approvato, il pazzesco progetto, permetterebbe la totale distruzione di un incredibile catalizzatore turistico che, se ben valorizzato, permetterebbe flussi turistici ben al di fuori del semplice periodo estivo. Si potrebbe diffondere la cultura e far conoscere il Salento fuori dagli stereotipi di mare e sole.

roca vecchia

Non ci resta che attendere il parere della Sovrintendenza e sperare che sia il più illuminato e lungimirante possibile. In caso contrario il Salento perderà una grande occasione, come, pian piano, sta perdendo le riserve naturali a favore di un'edilizia selvaggia e di un'urbanizzazione, spesso, inutile e fine a se stessa.

Quando avremo bruciato tutti i nostri pochi boschi, cancellato quel poco che resta della nostra storia, divelto le pietre che hanno segnato per secoli il lavoro dei nostri padri, costruito superstrade d'asfalto per correre veloci verso il nulla, avremo, certamente, assicurato un grande futuro ai nostri figli: quello di emigrare perché qui, ormai, non sarà restato più nulla da distruggere e... da mangiare!

Data pubblicazione: 05/02/2008 (09:00)
Ultimo aggiornamento: 07/02/2008 (11:55)


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