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Una favola moderna (due)

Tags/parole chiave: magomaghiincantesimielfigiardini fioriti in inverno

C'era una volta un... mago!

mago magonzo

C'era una volta un mago... Ma non era una mago bravo: diciamo era un mago pasticcione, uno di quelli che, alla fine dei fatti, non faceva nulla di magico ma faceva capire agli altri, con l'unica magia che gli riusciva bene, che era un mago bravissimo, in grado di fare questa o quella magia difficilissima...

Si chiamava Magonzo e, come sempre, la verità delle cose è racchiusa nel nome, che faceva rima con una brutta parola che, sempre più spesso, gli Elfi con cui aveva a che fare gli dicevano dietro, avendo cura di non farsi sentire: era risaputo che non sapeva far magie ma cosa fare se, per puro caso, una gli fosse riuscita?

Magonzo comandava gli elfi a bacchetta: fai questo, fai quello, non fare quell'altro... in continuazione, giusto per occupare il tanto tempo libero che aveva. Faceva e disfaceva, senza alcuna utilità: e -forse- era proprio quella la vera magia! Nessun elfo osava contraddirlo, per non sfidare la sua ira.

Un giorno chiese ad un elfo, uno di quelli più bravi, di fargli trovare il giardino con i fiori... Ma siamo in inverno, osò obiettare il povero elfo, sperando di instillare un briciolo di ragione nella mente offuscata di Magonzo. Ma Magonzo non voleva sentir ragioni: Voglio i fiori a Natale, e li voglio tutti rossi!

Il povero elfo non sapeva come fare... Alla fine, facendo ricorso ad un'antica magia che gli aveva insegnato la sua nonna, riuscì a far comparire tanti fiori rossi nel giardino di Magonzo. Finalmente, poteva andare -orgogliosamente- a farglieli vedere!

Felice d'essere riuscito nel compito che gli era stato assegnato, l'elfo andò a trovare Magonzo; entrò nel suo antro, proprio dove Magonzo amava rifugiarsi per sfuggire agli sguardi degli elfi e, orgogliosamente, gli fece vedere il lavoro fatto. Un manto rosso copriva il grigio giardino della casa di Magonzo, proprio come questi aveva richiesto. Inaspettatamente, Magonzo lo apostrofò con voce chioccia: E questo sarebbe il giardino che ti avevo chiesto? Eppoi io i fiori li volevo gialli, non rossi. Gialli, hai capito?

Come gialli? Avevi detto rossi, ne sono certo...Balbettò il povero elfo. Magonzo, alla risposta dell'elfo, si adirò ancora di più e, avvolgendosi nel mantello color cachi che portava sempre addosso (l'elfo pensò -tra sé e sé- che quel colore -poi- a Magonzo, gli si addiceva proprio), disse al povero elfo: Sei sempre il solito... Va bene, non mi fare i fiori gialli: se non li sai fare tu, troverò qualcun altro che li sappia fare.

Il povero elfo avrebbe voluto dirgli tante cose, ma girò le spalle e andò via dalla stanza di Magonzo pensando che poi, alla fine, ognuno ha il nome che si merita... Almeno nelle favole.

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Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 09/06/2010 (18:06)
Ultimo aggiornamento: 09/06/2010 (18:21)


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