Grandi menti manageriali e psicologi stanno lavorando per ingenerare confusione mediatica ed impedire il raggiungimento del quorum al Referendum. Il 12 e 13 giugno in primis pensiamo al dovere civico.
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Decreto Omnibus

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Il dovere civico in primis

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E fu così che il decreto “minestrone” ha avuto la piena approvazione delle papille gustative, soddisfacendo in pieno i palati governativi.

È di ieri la notizia che il decreto Omnibus ha ottenuto la fiducia dal governo; inutile dire che tutto questo è stato studiato a tavolino da grandi menti manageriali e psicologi per ingenerare confusione mediatica ed impedire il raggiungimento del quorum al Referendum del 12 e 13 giugno.

Uno dei quesiti è l'abrogazione del legittimo impedimento, ossia stabilire se la legge è, o meno, uguale per tutti, indipendentemente se si è un povero suddito o il presidente del Consiglio.

Il gioco che si è fatto fino ad ora sembra essere stato quello delle tre carte; della serie: "cerca il nucleare e vinci un poke" .

L'errore più grande è stato cavalcare l'onda dello tsunami giapponese e del danno provocato alla centrale nucleare di Fkushima, di cui si è parlato per giorni interi; eventi, tutti questi, che hanno ben impresso nelle menti degli italiani che il nucleare è un'energia rischiosa. A dire il vero, in Europa non siamo soli in questa convinzione e, in questi ultimi giorni, i movimenti studenteschi spagnoli chiedono a gran voce al governo di non sostenere più l'energia atomica e proprio stamani alcune agenzie di stampa hanno battuto la notizia che anche gli svizzeri stanno facendo richieste in tal senso al loro governo federale. Senza parlare dei tedeschi che sono stati i primi a prendere, sensatamente, le distanze dall'atomo. Ma i tedeschi sono tutt'altra cosa: se così non fosse non sarebbero l'economia trainante di questa Europa che, ogni giorno che passa, rischia di diventare una disordinata armata Brancaleone.

Ora, tornando a noi, mancano pochi giorni alla data del 12 e 13 giugno e gli “interessati” stanno facendo di tutto per soggiogare le menti degli elettori italiani facendo intendere una rinuncia verso il nucleare quando, in realtà, si tratta di un semplice rinvio. Oltre al quesito referendario sul nucleare, anche quello sull'acqua ha avuto uno stop da parte del governo: e sono tre quesiti su quattro. Ne manca uno, forse il più caro a qualcuno o a più di qualcuno... ma si sa chi vive nei palazzi del potere sa bene che oggi tocca a te domani forse... a me: quindi, tutto sommato, è meglio non rischiare.

Ma ancora non è detta l'ultima parola; entro i primi giorni di Giugno, infatti, sulla questione dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione: sarà questo importante organo dello Stato a dire se questo referendum s'ha da fare oppure no. Per il momento, attendiamo l'evolvere degli eventi con una sola certezza: qualsiasi sia il numero dei SI da dare, andiamo a darlo, facendo, in ogni caso, il nostro dovere civico.


Documento scritto e/o curato da Beatrice
Data pubblicazione: 25/05/2011 (13:00)
Ultimo aggiornamento: 25/05/2011 (13:30)


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