Una scampagnata in un rifugio dei pellegrini medievali, posto lungo l'antica strada che portava al santuario di Leuca, il cui destino è oggi segnato dal falso progresso rappresentato dalle grandi opere inutili.
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Pasquetta alla casa dei Pellegrini

sos 275 casa dei pellegrini

È cosa nota: il giorno dopo la Pasqua è giorno dedicato alle scampagnate. Complice una giornata primaverile, calda e soleggiata, si è deciso di aderire all'invito a trascorrere la giornata nella casa-presidio del comitato anti-275, dove 275 è il mostro stradale che intende rivoluzionare la viabilità salentina verso Leuca.

Un inutile progetto milionario

sos 275 casa dei pellegrini

Il progetto della nuova 275, un progetto da quasi 300 milioni di euro che, probabilmente, tenderanno a “lievitare” a causa dell'insinuarsi di tanti problemi, è il completo rifacimento della strada che, ora, porta questo stesso nome. La nuova strada, che costerà quasi 8 milioni di euro a chilometro, partirà da Melpignano e, attraversando comuni ed aree industriali, giungerà al mare di Leuca, dove, immancabilmente, si arresterà. Il progetto, vecchio di oltre 20 anni, mira a collegare le zone industriali ormai deserte, lo scomparso polo calzaturiero di Tricase ed altre non precisate aree tra Maglie e Leuca. Il tutto, desertificando le poche aree naturali ancora superstiti, distruggendo quelle archeologiche, impoverendo ulteriormente un territorio che, privo di industrie, guarda al turismo come sola ed unica risorsa.

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Tra le aree antiche distrutte, la Casa dei Pellegrini. Infatti, per uno scherzo del destino, la moderna 275 segue quell'antica via che i pellegrini, provenienti dall'intera Europa, percorrevano per giungere a Leuca. La strada era caratterizzata da stazioni di sosta a distanza di circa 20/25 km l'una dall'altra, esattamente lo spazio percorribile in un giorno, attrezzate per dar loro ospitalità, permettendo di consumare un pasto frugale, bere dell'acqua fresca, riposare.

Segno del passaggio dei pellegrini, le croci incise sui mattoni di tenera arenaria, nel lato orientale dell'edificio, tracciate 800, o forse 1000, anni fa da anonimi viaggiatori: su tutto questo verrà, a breve, steso un enorme nastro d'asfalto a quattro corsie che cancellerà per sempre le tracce della storia ma permetterà a moderni pellegrini motorizzati di giungere a Leuca forse dieci o venti minuti prima di quanto si possa fare ora. Giusto il tempo di consumare un caffè e un pasticcino, a patto di trovare un bar aperto: a Leuca, d'inverno, ciò non è certo.

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Insomma, le ruspe hanno già acceso i motori ed il comitato cerca disperatamente di salvare la casa presidio, ultimo baluardo contro l'asfalto selvaggio, contro un'opera inutile, vecchia, costosa. Impresa, a dir poco, disperata.

Stamattina arriviamo al presidio prima delle dieci. Effettivamente è un po` presto ed ancora non c'è quasi nessuno. Un giovane, che scopriamo essere assessore della nuova amministrazione comunale di Tricase, nel cui territorio ricade l'antico monumento, sta spiegando ad altre persone giunte per questa occasione cosa sta per succedere; contemporaneamente, Tomas ed Ingrid stanno sistemando le ultime cose. Non sono italiani: uno è tedesco, l'altra viennese: sono il segno che il Salento, da sempre, è cosmopolita e chiunque, da qualsiasi parte del mondo provenga, lo ama. “Qui mi sento a casa” confesserà più tardi Ingrid, contenta per la bella riuscita della festa, la cui notizia è stata diffusa principalmente via Internet e con il “passaparola”.

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Dopo le undici, la gente comincia ad arrivare, sempre più numerosa. Ben presto i tavolinetti e le sedie predisposti non bastano più per dare un posto a sedere a tutti; ma ci si adatta, ci si siede per terra, distesi a prendere il primo sole primaverile. Poi cominciano ad arrivare le famiglie, con bimbi e barbecue... Veramente una bella pasquetta!

Poi il momento del pranzo, rigorosamente al sacco, e, dopo, la “riffa” dove tutti vincono qualcosa ed infine la pizzica, l'immancabile ed irrefrenabile pizzica.

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Mi piace credere che gli amici del comitato riescano a vincere la loro guerra contro questo mostro di asfalto e cemento, a fermare uno dei tanti inutili obbrobri che non porterà nulla di nuovo al nostro territorio ma distruggerà solo testimonianze antiche ed ormai preziose. Non voglio neanche pensare che questa potrebbe essere l'ultima pasquetta alla casa dei pellegrini: Forza Ragazzi! Resistete!

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Data pubblicazione: 01/04/2013 (18:16)
Ultimo aggiornamento: 01/04/2013 (18:45)


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