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CUTROFIANO, 20 ettari di pannelli fotovoltaici in pieno Parco Paduli e divampa la protesta: "Ora Basta siamo stufi!"

Riceviamo da Marcello Seclì Presidente di Italia Nostra Sud Salento una lettera corredata di foto in cui si denuncia che a Cutrofiano sono a rischio 20 ettari del Parco dei Paduli.

lago della fanciulla cutrofiano

La notizia del progetto di un ennesimo vasto impianto fotovoltaico, questa volta di addirittura 20 ettari in pieno Parco dei Paduli, con maxi pannelli insegui-sole alti 5 metri e più, scatena i comitati e le associazioni, tra cui Italia Nostra in primis, che si stanno battendo con l'appoggio di cittadini, agronomi, studiosi, medici, ingegneri e politici di ogni colore, per la difesa del territorio salentino e del neonato Parco Paduli, istituito nei luoghi dove un tempo si estendeva fitta la “Selva del Belvedere”, anche lì nota come la “Foresta di Cutrofiano”.

La notizia si è diffusa tra i presenti in occasione dell'acceso dibattito, seguito al comizio dell'Assessore Regionale Arch. Angela Barbanente, all'Hotel Tiziano a Lecce, la sera scorsa, dove l'Assessore all'Assetto del Territorio è stata travolta dai numerosi interventi di protesta di studiosi, naturalisti e politici salentini, anche militanti a sinistra, irati per la politica regionale che ha "aperto le porte", hanno detto, "alla distruzione selvaggia del territorio da mega-eolico e mega-fotovoltaico, che come una metastasi incontrollabile sta desertificando il Salento"; il tutto, denunciamo, "per favorire l'arricchimento di lobby imprenditoriali colluse col potere politico, e strettamente appoggiate da alcune grosse associazione nazionali pseudo-ambientaliste, per le quali l’ecologia, tradita nella sua essenza, è divenuta ormai solo l’occasione di un grosso business, chiamato Green Economy; un business industriale distruttivo per il territorio, come sta avvenendo nel Salento con il maxi-fotovoltaico nei campi ad esempio, e come ha denunciato ARPA Puglia, ma che è difeso e sostenuto da queste associazioni nazionali di falsi ambientalisti, che null’altro sono che veri e propri comitati d’affari, senza morale e amore alcuno per la natura e l'identità storica dei luoghi”.

Appresa la notizia del vasto progetto di fotovoltaico a Cutrofiano, Italia Nostra, insieme ad altre associazioni culturali vicine, ha svolto, già ieri mattina, un partecipato urgente sopralluogo, appurando che il sito dove si vorrebbe istallare il vastissimo impianto industriale è nelle adiacenze della Strada Provinciale Cutrofiano-Supersano. "Il progetto, della durata di almeno vent'anni, che vedrebbe l'uso di lenti Fresnel e celle-fotovoltaiche ad alta efficienza," hanno svelato alcuni partecipanti del luogo, "si sta presentando come sperimentale per poi esportare la tecnologia in Africa, nel deserto, ma si tratta della stessa tecnologia e delle stesse scusanti adoperate per un medesimo impianto presentato ed in progetto a Minervino, lì almeno di soli, si fa per dire, 3 ettari , ed in zona artigianale; qui si sta parlando di 20 ettari , l’equivalente di 28 campi di calcio regolamentari, troppo per un esperimento, che peraltro dovrebbe durare almeno 20 anni; e poi il tutto in totale zona agricola in un Parco naturale e rurale, quello dei Paduli”: un Parco che è stato istituito per salvare un'area di alto pregio paesaggistico, dove vivono rarissimi e protetti animali, come il Tritone italico, ed in cui si dovranno finanziare, come previsto dal nuovo Piano Paesaggistico della Puglia, che lo ha scelto come parco pilota, solo progetti di rimboschimento, di alto recupero della naturalità e delle suggestioni pittoresche del paesaggio rurale, nonché favorire il biologico ed un agricoltura di recupero delle varietà agro-pastorali della locale tradizione! “Tutto ciò è inconciliabile con questo ennesimo progetto industriale che offende la rinascita e salvaguardia di questo territorio splendido, già vilipeso da un eccesivo sfruttamento geologico", da qui l'invito di Italia Nostra al Comune di Cutrofiano, già vessato da decine di richieste per altri selvaggi impianti fotovoltaici sempre a terra, a non avallare, né le precedenti richieste, né tantomeno quest'ultima; l'invito "a non svendere il proprio territorio in cambio di denaro-royalty o altro benefit, né a lasciarsi abbindolare dal fumo che accompagna queste proposte, quali l'utilizzazione dei suoli per piantare erba medica o la creazione di fasce piantumate per la mitigazione di un troppo vasto sfregio al paesaggio, che nell'agro di Cutrofiano, specie poi nel sito in questione, sarebbe davvero intollerabile!"

Marcello Seclì presidente di Italia Nostra SUD SALENTO

Data pubblicazione: 26/03/2010 (09:17)
Ultimo aggiornamento: 26/03/2010 (09:31)


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