Piove in una maniera alla quale non siamo più abituati. Piove da più di 24 ore e, finalmente, nel pomeriggio del 10 marzo, ha smesso...
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Marzo: piove ancora

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Piove, ma non ci siamo abituati

allagamenti e canaloni

Abbiamo perso l'abitudine alla pioggia. In questi ultimi giorni della prima decade di marzo piogge veramente torrenziali hanno riversato sul Salento una gran quantità di acqua.

Oggi, ad esempio, ha continuato a piovere sino al pomeriggio. Casarano è andato letteralmente in tilt. Verso le 14 in molti punti del paese l'acqua non riusciva più a defluire, provocando rallentamenti ed addirittura blocchi nel traffico. Molte sono state le auto che, sorprese dall'acqua molto alta, si sono bloccate.

Probabilmente il sistema fognario non si è dimostrato all'altezza della situazione e l'acqua, non potendo defluire, ha sommerso le strade. Per nostra fortuna ci troviamo, mediamente, a 100 metri sul livello del mare e non è difficile per queste fiumane di pioggia trovare altrove uno sbocco.

Possiamo anche ritenerci fortunati. La natura carsica del Salento e la mancanza di situazioni particolarmente critiche come le recenti frane che hanno interessato altre regioni dell'Italia meridionale ci pone, tutto sommato, in una situazione di privilegio. Solo qualche allagamento temporaneo che, nel giro di poche ore, verrà assorbito dal nostro territorio e portato, grazie ad una invisibile rete di fiumi sotterranei, al mare.

I canaloni carsici

Un tempo, quando le piogge erano ben più abbondanti, c'erano i canaloni carsici. Canale Cupo era uno di questi: partiva dalle colline di Monteforte per finire in basso, quasi ai margini di Casaranello, in aperta campagna. Poi c'era il canalone che, dalle colline tra Matino e Casarano attraversava contrada Saraceni per riversare le acque nelle campagne sulla strada per Taviano. A questo corso d'acqua improvvisato si aggiungeva quello che dalla Scalella riversava le acque in un inghiottitoio carsico oggi sepolto sotto le abitazioni al principio di viale Ferrari, dove, secondo alcuni, ci sarebbe -addirittura ancora oggi- un grande lago sotterraneo. Era un territorio diverso, ancora dominato dalla natura e di cui si è persa -ormai- ogni traccia.

L'uomo, in quei tempi ormai lontani, rispettava la natura, il territorio e costruiva le proprie abitazioni in luoghi certamente sicuri. Un esempio il centro antico della vicina Matino, costruita su uno sperone roccioso tra due canaloni: il Reale e l'Universo. Qualcuno, in tempi recenti aveva pensato bene, complice la quasi assoluta mancanza si piogge, di chiudere con un muro il punto che permetteva all'Universo di sfociare nel centro di Matino. Lascio alla vostra immaginazione l'epilogo della storia... E di seguito la foto del punto in cui il canale entra nel centro storico della cittadina:

canalone universo

Qualche tempo fa abbiamo avuto modo di fare una passeggiata  tra i canaloni di Matino. Era una bella giornata e, insieme a noi, c'erano alcune famiglie che approfittavano della bella giornata di sole per una scampagnata alle porte del paese. Mi capitò di allungare l'orecchio su un discorso che un padre faceva ai propri figli circa il grande solco del Canalone Reale che questi avevano di fronte. Gli diceva: vedete, ragazzi, questo è un antico fiume dove oggi non c'è più acqua; qui sarà chiuso e sarà costruita una strada per passare dall'altra parte... Prescindendo dal fatto che la strada per passare dall'altra parte era inutile, pensai tra me: spera solo che non piova, altrimenti la tua bella strada te la ritroverai all'uscio di casa! Ed ecco il canale che quel padre voleva fosse riempito:

canalone reale

Eh, si: manca il rispetto per la natura ed esiste solo il desiderio, di noi piccoli uomini, di dominarla. E' come se le pulci che abitano il pelo di un cane decidessero, tutto d'un tratto, di spartirsi la pelliccia dell'animale che le ospita senza pensare che, al loro ospite, basterebbe una grattata per liberarsi di loro.

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Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 10/03/2010 (18:08)
Ultimo aggiornamento: 11/01/2012 (15:56)


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