Una scossa di terremoto, di magnitudo 4.6, alle 10:41, ha interessato il canale d'Otranto. La scossa è stata registrata a 10 km di profondità nella vicina Albania ed è stata avvertita, fortunatamente senza alcun danno se non un grande spavento, anche nel Salento.
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Sisma nel Salento 22 giugno 2013

tela di santto oronzo per il terremoto del 1743

E' di oggi la notizia che una scossa di terremoto, di magnitudo 4.6, alle 10:41, ha interessato il canale d'Otranto. La scossa è stata registrata a 10 km di profondità nella vicina Albania ed è stata avvertita, fortunatamente senza alcun danno se non un grande spavento, anche nel Salento.

Da alcuni giorni sul web si parla delle probabilità dei terremoti in Italia; a dare queste notizie dettagliate è Marco Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) che sul suo blog ha pubblicato i dati dei propri studi.

Basandosi sui fatti storici, ha stabilito che la percentuale che si verifichi una scossa di terremoto nel Sud dell'Italia si aggira intorno al 30%.

Ma è necessario sottolineare che nelle nostre regioni meridionali la conformazione geologica del sottosuolo varia moltissimo da regione e regione e, spesso, anche nella stessa regione.

Sorge spontanea una domanda: quale sarebbe la percentuale che si verifichi un terremoto nel Salento? Beh, se ci basiamo sui fatti storici (e me lo auguro vivamente...) è molto bassa.

Ci sono comunque informazioni provenienti da cronache locali; una di queste è quella di un monaco neretino del 1200 (purtroppo tacciata di poca attendibilità) che riporta un terremoto in terra di Racale e la distruzione del locale convento.

Ma dei terremoti più devastanti che colpì il Salento, tanto da radere al suolo città come Nardò e Martina Franca e da creare uno tsunami in grado di far ritirare il mare di Brindisi, si verificò alle 23,30 del 20 febbraio 1743. A testimoniare il sisma, oltre alla dettagliata cronaca raccolta da Francesco Antonio Piccinni, anche una tela che i devoti leccesi vollero donare a Sant'Oronzo per aver risparmiato la città.

La dedica, rigorosamente nel nostro dialetto, recita:
Foi S. Ronzu ci ni liberau
De lu gra terramotu, ci faciu
A binte te frebraru tremulau
la cetate nu piezu , e no cadiu
Iddu, iddu de celu la guardau
enuddu de la gente nde patiu.
E rande Santu ma de li santuni
fece razie e miraculi a migliuni

Dal 1743 nessun altro sisma ha interessato il Salento se non marginalmente; molti studiosi attribuiscono la “saldezza” del nostro territorio alle abbondanti “sacche” di arenaria (la nostra “pietra leccese”) in grado di attutire le scosse di terremoto.

Nonostante tutto, il Salento è considerato a basso rischio sismico, tanto da spingere ingegneri e politici italiani a sceglierlo coma “location” felice di una centrale nucleare. Una sottile lingua di terra baciata dal sole dell'atomo...

Recentemente, però, il recupero di gas da scisti con tecniche “poco ortodosse” potrebbe alterare per sempre la sismicità dei territori... Ma questa è tutta un'altra storia: qualcuno dei nostri politici è tentato a rilasciare autorizzazioni, alcuni cittadini informati non vorrebbero, la maggioranza di essi (e l'Europa...) stanno a guardare.


Documento scritto e/o curato da Beatrice
Data pubblicazione: 22/06/2013 (16:05)
Ultimo aggiornamento: 22/11/2017 (15:51)


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