Dopo l'intervento del sindaco di Scorrano nei giorni scorsi, a sostegno del devastante progetto di un deserto di pannelli fotovoltaici di ben 45 ettari, Italia Nostra sente il bisogno di replicare in onore di una corretta informazione ed una testimonianza al valore di tutti quegli attivisti che si stanno battendo contro la pratica aberrante di strappare il suolo alla sua naturale vocazione.
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Fotovoltaico e Salento

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Pannelli fotovoltaici in ben 45 ettari

Pubblichiamo quanto ricevuto dall'Associazione ItaliaNostra ONLUS Sezione SUD Salento, ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE, recapito cell. 369 322769, Via G. Vinci 7/9 – 73052 PARABITA (Lecce).

planimetria area interessata dall impianto

Dopo l'intervento del sindaco di Scorrano nei giorni scorsi, a sostegno del devastante progetto di un deserto di pannelli fotovoltaici di ben 45 ettari nel cuore del basso Salento, nella bella campagna di Scorrano, in contrada Miggianello, intervento polemico a seguito del fermo dei lavori ottenuto con il ricorso presentato dalla nostra associazione al TAR Lecce, a salvezza di quella contrada e del paesaggio del cuore del basso Salento.

Sentiamo il bisogno di replicare, non per vis polemica, ma al fine di una corretta informazione ed una testimonianza alla verità ed al valore di tutti quegli attivisti, che nel Salento e in tutta Italia, si stanno battendo e stanno lavorando per difendere la nostra identità contro la pratica aberrante di strappare il suolo alla sua millenaria e naturale vocazione, quella di culla e madre della vita, per la desertificazione dell'industria dell'energia solare; tutto questo nella lucida consapevolezza che solo logiche speculative volte al rapido accaparramento degli incentivi pubblici spiegano quanto sta avvenendo nel Salento, dove si sta dando corso alla realizzazione di simili impianti su migliaia e migliaia di ettari di campi agricoli e pascoli, anche a discapito della vocazione virtuosa al fotovoltaico sano, quello che vede i pannelli ubicati solo sui tetti delle abitazioni ed altri edifici e tettoie; pratica quest’ultima, ad impatto zero e pregna di vantaggi economici veri per le famiglie.

Nel Salento alcuni comuni pubblicizzano il fotovoltaico sui tetti, come Melpignano, Alessano, Maglie, Minervino, ecc. per tutelare le campagne, sostengono, e poi si scopre che autorizzano invece impianti industriali nelle zone agricole, sperando che un’azione amministrativa buona copra lo stupro immorale, e spesso illegale, del territorio, che stanno avallando e favorendo.

Così fa male al cuore veder sindaci difendere aziende esterne che sono venute nel Salento a "colonizzare" e devastare il nostro paesaggio, la nostra biodiversità e la nostra salute, e dichiarare che il loro territorio agreste è brutto, povero, privo di alcuna ricchezza culturale e ambientale; e a questi sentir far eco i dirigenti e rappresentanti delle stesse ditte; vedere i nostri sindaci denigrare la loro madre terra, la storia delle masserie e della nostra civiltà contadina, solo per favorire l'industrializzazione speculativa delle loro campagne!

Vederli ancora dichiarare che queste ditte hanno investito del denaro, (sebbene sanno che nessuna vera ricaduta ci sarà per le famiglie del luogo), e che elargiranno royalty sostanziose nelle casse comunali, che temono, ora, di poter perdere per l’azione intralciante delle associazioni su cui gettano fango e fango.

Un fango che non può sporcare, che non può comprare, che non può corrompere chi ama la propria terra! Comuni che, con soldi dei cittadini, difendono contro gli stessi inermi cittadini, celati dietro l'ala protettiva delle associazioni onlus nazionali, come Italia Nostra, le possenti ditte dell'energia davanti al TAR, o nelle altre sedi in cui il cittadino chiede difesa dei suoi diritti, chiede il rispetto della stessa fondante Costituzione Italiana calpestata, che nell'articolo 9 ancora grida, a chi ha il cuore per ascoltarla, che il paesaggio della nazione va tutelato.

Papa Benedetto XVI invitando l'uomo alla difesa della terra, ha detto recentemente che «quando l'uomo degrada l'ambiente, degrada se stesso», e viceversa. E' così che la logica delle royalty deve servire ad ogni buon amministratore non come incentivo a concedere autorizzazioni, ma come campanello di allarme e misura della necessità di prevenzione e di diniego d’ogni autorizzazione e concessione: se per un’opera da costruirsi nel feudo comunale una ditta prevede o deve prevedere dei ristori ambientali, royalty, del denaro o altro servizio alla comunità, ciò si deve per una compensazione in denaro di un danno arrecato alla comunità stessa; nulla di più lontano dall'utilità sociale che ogni intervento aziendale dovrebbe invece intrinsecamente avere! E come si può mercificare un danno alla salute, all’identità di un popolo, al paesaggio in cui è scolpita l'anima della natura e del lavoro dei nostri padri, al nostro amato orizzonte quotidiano? Che immoralità!  Mi piange il cuore quando nel pomeriggio vedo i nostri bambini scorrazzare tra i fiori nei campi di periferia, e pensare a quanto stiamo facendo o stiamo lasciando fare nella più colpevole nostra indifferenza ai danni del loro futuro. E' oggi, credetemi, il nostro amato Salento, una gazzella inseguita, stremata, morsa al collo e stramazzata al suolo, dilaniata, divorata, da una selvaggia genia di politici di ogni livello, colore e grado, di imprenditori e tecnici privi di alcuna deontologia, di ogni moralità. Un’orgia putrida, di irrazionalità felliniana e di grottesca bruttezza degna di un saba gerontocratico di un lugubre e raccapricciante quadro di Goya.

Se solo potessimo tutti percepire in anticipo quanto sta avvenendo, faremmo fuggire tutti insieme, cittadini e forze dell'ordine e di giustizia, quest'orda infernale da quella povera nostra gazzella, da questo povero nostro Salento, prima di attendere che l'orda, saziatasi delle nostre carni si allontani dai poveri resti ossei di una terra oramai smembrata di ogni anelito di vitalità e capacità di rigenerazione! Quando il danno sarà evidente e più nulla potremo fare, se non piangere per la nostra stupidità e malvagità!

Per questo stiamo lottando insieme a tante associazioni e comitati e cittadini del territorio perché la nostra terra non sia così immolata sul patibolo della nuova "ideologia", quella paradossale della "Green Economy", che nella nostra Puglia, mascherata dietro il paravento del "Protocollo di Kyoto", distorcendo e piegando quest'ultimo strumento che avrebbe dovuto salvare il pianeta, giustificano ogni illegalità, ogni devastazione, ogni turpe sopruso ai danni di ciò che è solo nostro e ci appartiene, in un’anarchica deregolamentazione creata ad hoc da una lobby politico-imprenditoriale, che è quanto di più barbaro il Salento abbia mai vissuto!

Più barbaro dei barbari, chi, affermando che lo fa per salvare il nostro pianeta, ricco di deserti, uccide con centinaia di devastanti impianti d’energia solare ed eolica, una terra verde e florida, popolata di migliaia di persone e dalla millenaria civiltà, come è il nostro Salento, come è la nostra comune casa tramandataci con tanto amore dai nostri padri, e che avremo vergogna a lasciare ai nostri figli, perché non siamo stati in grado, non solo di migliorarla, ma neppure di difenderla!

Marcello Seclì (presidente zonale di Italia Nostra-Sud Salento)

ItaliaNostra ONLUS Sezione SUD Salento ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE Cell. 369 322769 Via G. Vinci 7/9 – 73052 PARABITA (Lecce).

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Data pubblicazione: 06/02/2010 (18:36)
Ultimo aggiornamento: 06/02/2010 (19:53)


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