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Le semplificazioni dell'Inglese

software proprietario

L'inglese è una gran bella lingua; semplice, lineare, senza fronzoli. Tuttavia questa semplicità a volte si scontra con l'esigenza di essere precisi quanto si parla di soldi. Ed ecco che free significa libero ma, nello stesso tempo, gratuito. Diventa, quindi, indispensabile chiarire che parlare di Free Software non significa chiacchierare di software gratuito ma, essenzialmente di Software Libero.

Il concetto di libero è stato più volte spiegato da Richard Stallman, il quale ama dire che bisogna pensare al Software Libero nei termini della Libertà di Parola più che come se fosse una birra gratis. Libertà di parola o di pensiero sono concetti altissimi che sembra quasi inopportuno applicarli ai programmi per computer; tuttavia basta leggere attentamente una licenza di un qualsiasi software proprietario (è l'esatto contrario di software libero) per rendersi conto di quanto poco si sia tutelati nei confronti del fornitore cui, comunque, abbiamo pagato per l'uso dei programmi.

Le regole ferree delle licenze

Chi compra un programma, o lo riceve gratuitamente dal suo ideatore, deve attenersi alla licenza con cui ha ricevuto il software, Nel caso dei programmi proprietari, la licenza permette l'uso del software ma impedisce che l'utente lo regali ad altri, lo usi su computer diversi dai suoi o su più computer contemporaneamente. Le licenze commerciali non permettono che un utente sbirci dentro al software mediante tecniche di retroingegnerizzazione (dall'inglese reverse engineering) oppure modifichi il programma in maniera da migliorarne il funzionamento o il suo utilizzo. In pratica il software viene fornito così com'è, blindato, chiuso, sigillato. Ma l'ironia sta nel fatto che, spesso, dopo aver comprato il software è necessario anche pagare un consulente affinché lo installi e lo configuri correttamente in azienda. In pratica si paga due volte!

Free Software: tutto un altro pianeta!

Il software libero è tutt'altra cosa. Prima di tutto chi lo utilizza è libero di farne l'uso che vuole: può copiarlo, installarlo su un o più computer, può -è questa la cosa più bella!- vedere come è fatto, come funziona, studiarlo e, addirittura, modificarlo a patto di ridistribuire il codice modificato a tutta la comunità. E' possibile regalarlo o, addirittura, farsi pagare per installarlo. Libertà, nel concetto più ampio del termine e, soprattutto, non costa nulla provarlo, ammesso che la fatica per installarlo possa considerarsi un costo!

Tutto questo grazie a tante persone che, come me che sto scrivendo qualcosa gratuitamente, mettono a disposizione di tutti il loro sapere e le loro conoscenze informatiche. Mi ritornano alla mente i grandi del passato: filosofi, matematici, ricercatori che armati di tanta passione ed amore per il proprio lavoro ci hanno permesso di raggiungere il nostro attuale stadio di sviluppo. Il software libero è una risorsa per il mondo, dà a tutti la possibilità di accrescere le proprie conoscenze, di comprendere e migliorare le cose.

Internet, il collante universale

In tutto questo Internet è l'elemento di contatto tra tutti i programmatori che, spesso, non si conoscono. Tramite la rete essi sviluppano, testano e mettono a disposizione di altri la loro creatura che diventa, immediatamente, di pubblico dominio e a disposizione dell'intera comunità.

Probabilmente, la creatura del Software Libero più conosciuta è Linux, il sistema operativo creato da Linus Torvalds che, sostanzialmente, è solo il cuore del sistema vero e proprio, fatto, come sempre, di finestre, di colori, di immagini; a Linux si aggiungono tantissimi altri software disponibili liberamente in Internet ed altrettanto liberamente installabili: migliaia e migliaia di programmi che costituiscono il parco software più ricco del pianeta ed a disposizione dei suoi abitanti. Ma di tutto questo parleremo in altri -forse tanti- documenti futuri.


Documento scritto e/o curato da Franco
Data pubblicazione: 02/09/2007 (21:19)
Ultimo aggiornamento: 25/02/2008 (18:17)


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