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La Puglia per Italia.it

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La Puglia per Italia.it

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Non c'è giorno in cui non si scoprono cose nuove o, meglio, si riscoprono come nuove le cose vecchie...

Alcuni anni fa abbiamo avuto modo di parlare del mega portale Internet (per voler essere proprio pignoli, “mega” solo per i suoi costi), di Italia.it il portale “ufficiale” della Repubblica nato con lo scopo di promuovere il turismo nella nostra nazione grazie ad Internet.

Premesso che il turismo si promuove offrendo servizi veri ed impedendo che le ricchezze archeologiche del nostro paese cadano in disgrazie e siano distrutte dall'incuria (quello che è recentemente successo a Pompei pone l'accento sul reale stato in cui versa il nostro patrimonio storico ed archeologico), oggi, con grande sorpresa, ho scoperto che nella nuovissima versione del portale turistico istituzionale che presenta ai turisti tutta l'Italia, il nostro Salento non esiste.

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Proprio così: avete letto bene: per il portale Internet Italia.it la Puglia si ferma alla terra di Bari. Ma andiamo per ordine...

Accedendo al portale, dopo un primo caricamento, la pagina viene oscurata e compare il nostro Presidente del Consiglio che, di fronte ad un leggio, fa una rapida presentazione del sito Internet. Bypassato il presidente, il mouse sorvola le regioni ed atterra delicatamente con un click sulla Puglia. La pagina si apre quasi immediatamente e mostra una rapida presentazione della regione, con un accento sulle Tremiti ed il Gargano (provvisti di evidenti link) e solo un veloce accenno a Lecce con il suo barocco ed a Gallipoli, ribattezzata per l'occasione “Gemma del Salento”.

Ma la pagina è a linguette; clicco con fiducia la seconda: “Cosa vedere”. “Beh, il Salento ha tanto da mostrare” -penso- e certamente qui ci sarà il riscatto che merita.

Scorro la pagina, con i soliti link ai trulli, Alberobello, Castel del Monte ed ancora le Isole Tremiti ma, sigh, ancora nulla sul mio Salento. Ma ci sono altre due linguette, e certamente in esse avrò giustizia. Del resto un portale governativo non può dimenticare così una delle regioni che contribuiscono a dare allo stivale la sua consueta silhouette. Quindi, ancora una volta con fiducia, clicco il terzo tab: “Cosa fare”.

E qui di nuovo la solita tiritera, con il solito link alle Isole Tremiti (ancora!), i parchi del Gargano, Bari, Putignano e la disfida di Barletta. Si tutto bello, ma ancora nulla sul Salento, su Lecce e su Brindisi che non è stata neanche citata!

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Ormai delusa decido di dare un ultimo sguardo alle cinque foto in fondo alla pagina. C'è Taranto con il ponte girevole, Bari con la cattedrale, le spiagge di Vieste (ma in foto ci sono delle scogliere...) un anonimo Sant'Andrea ed un altrettanto anonimo, oscuro, castello. Solo uno del posto riuscirebbe a capire di quale santo e quale castello si tratta... Mah!

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Poi, infine, quando stavo per chiudere -delusa- il sito governativo, mi accorgo di una casella a discesa che invita a selezionare la provincia. Finalmente, lì, ho trovato il mio Salento. E nella pagina del Salento la solita stupidata che “A Santa Maria di Leuca, l’Adriatico lascia il passo al mar Ionio che lambisce la costa occidentale del Salento”. Ma se lo sanno anche i bambini che lo Ionio lascia il passo all'adriatico nel punto più stretto del canale d'Otranto che è, lo dice il nome, a Otranto (se prende il nome di stretto un motivo ci deve essere, no?). L'occhio, inavvertitamente, cade sulla foto; è vero: una foto vale più di mille parole... Ma... ma... Lecce non è in collina. Leggo la didascalia: Candela. Candela? Come Candela? Candela in provincia di Lecce? Ma se Candela è in provincia di Foggia, al confine con la Campania, a 400 Km da qui! Imperdonabile per un sito nato per promuovere turisticamente i tanti luoghi d'Italia.

In tutta onestà, in quanto responsabile di un'Associazione salentina che promuove il territorio non trovo nessuna informazione per la promozione della mia Terra ma solo disinformazione a danno di una delle regioni più belle. Ritengo, infine, che un portale istituzionale (costato milioni di euro...) non possa affidarsi alle informazioni ed alle immagini caricate dagli iscritti alla community per poter dare informazioni turistiche.

Ebbene si, se per Levi Cristo si fermò ad Eboli, per Italia.it la Puglia si ferma alle province di Foggia e Bari!

Costi del portale

Ma quanto costa oggi realizzare un portale Internet?

Il sito istituzionale ha accumulato costi considerevoli dalla sua creazione, ossia da marzo 2004, al suo oscuramento avvenuto nel 2008, è costato oltre 58 MILIONI di euro. A questi si aggiungono i costi per la nuova versione e la sostituzione del logo che da solo all'epoca all'azienda creatrice fruttò ben 100.000 euro; ma non è finita qui: oggi si viene a sapere che per il mantenimento di tre anni occorrono alri 10 MILIONI di euro!

Come dire: aggiorna un sito per un anno e ti sistemi per una vita.

Letture collegate sul nostro Circuito

Altro su Blog di Japigia.com:

ITALIA.IT Oscurato: Oscurato Italia.it, il portalone turistico.

Parliamo di Italia.it: Portale del turismo Italia.it: Come si fa a non parlarne?.


Documento scritto e/o curato da Beatrice
Data pubblicazione: 23/03/2011 (11:46)
Ultimo aggiornamento: 04/04/2011 (12:41)


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